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Di dove sei?

"Di dove sei?", una domanda apparentemente semplice. Ogni volta che mi viene posta mi chiedo: dico dove abito attualmente? O dove sono cresciuto? O forse dove sono nato? Per alcune persone la risposta a tutte e tre le domande, o come minimo a due di essere, è identica e molti non si pongono nemmeno queste domande. Io sono nato in un paese diverso da quello in cui vivo ora. Quando lo abbiamo lasciato avevo quasi quattro anni: troppo piccolo per capire cosa significa, troppo piccolo per ricordare com'era e troppo piccolo per vivere secondo le tradizioni. Ciononostante, una parte della cultura, della lingua e del modo di concepire la vita mi apparterrà per sempre e mi fa esitare ogni volta che mi viene posta questa semplice domanda. Per me è una questione di legame. In quali culture e tradizioni mi sento a mio agio? Se dipendesse da me, questa semplice domanda dovrebbe essere formulata in modo diverso: "Dove ti senti a casa?". Allora rispondere sarebbe facilissimo: mi sento a casa dove vivono le persone che mi sono più vicine. Lo stesso vale per VEGA. Mi sento legato alle persone, alle tradizioni e alla cultura dell'azienda e mi sento a casa.

L'autofficina

Al termine di una tipica giornata di lavoro in VEGA, spengo il computer, auguro a tutti una buona serata, salgo in macchina e vado a casa. Una volta però mi è capitato un imprevisto. La macchina non partiva. Improvvisamente mi sono sentito solo. Non disponendo di vere e proprie conoscenze meccaniche, ho cercato di individuare il problema come meglio potevo. Il tempo passa e mi chiedo come fare per arrivare a casa (abito a circa 20 km di distanza da VEGA). Sento crescere il panico e lo stress. Improvvisamente risuona una voce alle mie spalle: "Possiamo aiutarti? Qual è il problema?". Mi giro e vedo due colleghi che mi offrono il loro aiuto. La mia paura si è dissolta. Abbiamo cercato insieme di far partire la macchina. Si è aggiunto un terzo collega, un quarto, un quinto ... Alla fine tutta VEGA si è raccolta intorno alla mia auto, lavorando insieme come team per trovare una soluzione. Purtroppo non siamo riusciti a individuare il problema, ci voleva un meccanico. A quell'ora tutte le autofficine erano chiuse, per cui bisognava aspettare il giorno dopo. Uno dei colleghi si è offerto di accompagnarmi a casa e di venirmi a prendere la mattina successiva. Mi sono sentito sollevato. Quel giorno ho capito che VEGA non è semplicemente solo un'azienda come tutte le altre, ma è una FAMIGLIA.

Altezze vertiginose...

Durante la mia formazione, in occasione di un'escursione con volo in aliante, mi è capitato di chiacchierare con il capo del personale. Parlando del mio hobby (arrampicata e alpinismo) e della sua esperienza come paracadutista, abbiamo toccato il tema della paura dell'altezza e lui mi ha spiegato di sentirsi a disagio se si trova a camminare su un sentiero esposto. Quand'era nei paracadutisti percepiva l'altezza in modo diverso. Mi risulta difficile immaginare che si soffra di vertigini percorrendo un sentiero di montagna, ma non lanciandosi con il paracadute. Le nostre esperienze ad altezze vertiginose creano tra noi un legame particolare.

Da ospite a membro del team

Nel 2019 ho fatto visita per la prima volta alla casa madre tedesca e alla sede principale di VEGA Italia. Non facevo però parte del personale ed ero stato invitato come ospite a una conferenza stampa sui sensori 2020. "Come mi piacerebbe lavorare in un'azienda come questa. Tutto sembra avere un significato profondo e nulla è lasciato al caso. Chissà, magari un giorno ...”, pensavo. Nel 2022 sono entrato nel team Marketing e sono più felice che mai di essere anch'io parte di una straordinaria casa dei valori.

Al di là dei confini

Quando fui invitato a entrare in questa straordinaria azienda, la mia famiglia ed io abbiamo dovuto cambiare città. La prima persona che ho incontrato mi ha regalato un bambolina tipica, che viene considerata parte dell'eredità culturale del nostro paese (il Messico). La bambolina era parte della decorazione allestita il giorno dell'inaugurazione degli uffici. All'evento hanno preso parte anche persone di altri paesi e addirittura di altri continenti, che hanno avuto l'opportunità di conoscere una parte dell'eredità culturale del nostro paese. Alcuni hanno portato con se una piccola Lele come souvenir. I valori della coesione e dell'umanità si rispecchiano nel fatto di essere riusciti a connetterci oltre i confini e le lingue. Dobbiamo tutto questo all'appartenenza a VEGA, un'azienda integrativa e globale.

Non casuale, bensì ineluttabile

Dal 6 al 15 maggio ho intrapreso un viaggio di lavoro di undici giorni per partecipare alla formazione iniziale presso la sede principale tedesca. Era il mio primo viaggi di lavoro dopo il mio ingresso in azienda, per cui io e altri colleghi siamo partiti per la Germania eccitati e pieni di aspettative. L'alloggio, i contenuti della formazione, i colleghi, il cibo, la cultura e l'intrattenimento - tutto era fantastico e superava le nostre aspettative. Il corso di formazione era perfetto e ben organizzato. Finiti gli appuntamenti ufficiali, l'ultimo giorno in Germania il nostro direttore mi ha invitato a pranzo insieme a un altro collega che aveva frequentato il corso con me. Davanti all'albergo abbiamo incontrato Julia Seckinger, che in passato aveva lavorato per VEGA, e Steffen Kopp, che in Corea è sempre stato di grande aiuto per le questioni informatiche. Dopo il nostro arrivo in Germania, il nostro direttore si era dato appuntamento per il pranzo con Julia e Julia aveva invitato Steffen. Noi però non sapevamo che Steffen avrebbe partecipato al pranzo e nessuno sapeva che fortuna sarebbe stata per noi. Ad ogni modo, abbiamo pranzato insieme e ci siamo goduti la compagnia. Durante il pranzo ho sentito il segnale acustico che annuncia il ricevimento di un'e-mail, per cui ho controllato la posta elettronica sul cellulare. Ho aperto la nuova e-mail con il cuore che mi batteva forte, poiché ero in attesa del risultato del tampone molecolare (uno dei documenti necessari per il ritorno in Corea), ma l'e-mail era stata bloccata a causa di un allegato crittografato. Ho mostrato subito l'e-mail a Steffen, chiedendogli se c'era una possibilità di risolvere il problema e come sempre mi ha aiutato a trovare una soluzione. Cosa sarebbe successo, se ci non fosse stato Steffen? Era un sabato pomeriggio ... in Germania ... Ho ancora i sudori freddi quando ci penso. Dopo pranzo Steffen è venuto a casa e ha risolto per tutti noi il problema delle e-mail bloccate. Abbiamo potuto così accedere ai risultati (negativi!) del tampone e tornare in Corea senza problemi il giorno dopo. È stato un incontro casuale, ma continuo a pensare che sia stato ineluttabile, perché credo che tutti i collaboratori di VEGA siano connessi gli uni con gli altri. Grazie ancora a tutti coloro che si sono occupati di noi durante il corso di formazione.

La connettività non è mera tecnologia

Oggigiorno, quando ci imbattiamo nel termine "connettività" pensiamo a internet, social media, Wi-Fi, smartphone e così via. Magari ci confrontiamo anche con la teoria del "transumanesimo" che indaga sulle possibilità di collegare un essere umano a internet. In ambito commerciale, l'aspetto umano della relazione che instauriamo con i clienti e i partner è di fondamentale importanza. A mio avviso è più importante dei prodotti e delle tecnologie, poiché il tempo e l'impegno che investiamo nella creazione di fiducia e di una relazione hanno un effetto a lungo termine. È importante conoscere le esigenze, i timori e i desideri dei clienti e stabilire un contatto sul piano umano, vale a dire mostrare interesse per la loro provenienza, storia, cultura ecc. Alcuni anni fa, io e i miei partner in Ghana abbiamo lavorato instancabilmente per quattro anni a una gara d'appalto per un grande progetto. Il 18 aprile 2014, un venerdì, finalmente abbiamo potuto presentare la nostra offerta a un pubblico composto da dirigenti, rappresentanti sindacali e manager della National Petroleum Authority. Come ogni uomo d'affari che si rispetti, ci eravamo vestiti con cura: le scarpe erano lucidate, i vestiti ben stirati e le cravatte perfettamente annodate (i capelli?) ed eravamo pronti a dare il meglio per presentare il nostro prodotto e VEGA. Il nostro autista ghanese, il signor Seith, ci aspettava nella lobby dell'hotel. Indossava una camicia variopinta e gli feci un complimento per quella scelta, dopodiché partimmo alla volta dei uffici della National Petroleum Authority. Lo stress e l'emozione erano alle stelle e continuavo a chiedermi: "Come possiamo riuscire a entrare in contatto con tutte queste persone per convincerle della bontà della nostra soluzione?" Lungo la strada, guardandomi intorno notali che tanti uomini e donne ghanesi indossavano indumenti molto colorati. Chiesi al signor Seith: "Come mai tutti indossano vestiti variopinti? È un giorno speciale?" MI spiegò che in Ghana il venerdì è il giorno del Business-Casual-Dress e che gli uomini indossano tradizionalmente camicie simili alla sua e le donne abiti sgargianti, indipendentemente dall'estrazione sociale e dalla qualifica professionale. Avevo trovato la risposta alla domanda che mi tormentava! Chiesi allora al signor Seith di fare una deviazione al mercato per acquistare queste camicie per il team e decisi di sostituire le nostre giacche e cravatte con le tradizionali camicie ghanesi. Dopo aver dato un'occhiata ai concorrenti, tutti rigorosamente in giacca e cravatta, facemmo il nostro ingresso nell'arena, dove ci aspettavano più di cinquanta persone. La gioia di vedere che il team di VEGA aveva interiorizzato la loro cultura era tangibile e si leggeva chiaramente sui loro volti, tanto che si sono alzati e ci hanno accolto con una standing ovation. Quel giorno abbiamo conquistato i loro cuori e creato coesione. Un paio di mesi dopo ci siamo aggiudicati una delle più grosse commesse nella storia di VEGA, cosa che ha accresciuto ulteriormente il significato e il valore dei i nostri sforzi a favore dell'integrazione e della coesione. La connettività non è mera tecnologia, è umana.

Uniti nell'amicizia

Quando ho iniziato a lavorare in VEGA, l'ingresso in una nuova azienda era al contempo emozionante e inquietante. I primi giorni mi sentivo perso in un mare di volti nuovi, in un ambiente a me totalmente sconosciuto. Per la prima volta nella mia vita entravo in un mondo in cui era normale e gradito lavorare tra "membri di una famiglia", alcuni dei quali erano in azienda da anni, se non da decenni. Già questo la diceva lunga su VEGA. Nei primi giorni di formazione fui invitato a pranzo in un piccolo gruppo e assaggiai una particolare variante del chili. In occasione di quel pranzo, oltre a scoprire uno dei miei piatti preferiti, conobbi anche il mio migliore amico. Da allora sono passati otto anni e siamo inseparabili. Ringrazio VEGA per avermi dato l'opportunità di stringere amicizia con alcune delle persone più in gamba che mi sia mai capitato di incontrare. A distinguere VEGA da altre aziende è l'atmosfera invitante che regna nei team. È davvero una famiglia e sono orgoglioso di farne parte.

Al fratello che mi mancherà in eterno.

Due anni esatti dopo il mio primo giorno di lavoro presso VEGA Thailandia ho scritto un messaggio a me stesso. Lavoro come tecnico dell’assistenza e amo il mio team. Eravamo in tre, ora siamo in due - io sono il più giovane. Il primo giorno che sono arrivato qui non avevo idea del lavoro. Ero nervoso e spaventato. Temevo di non essere all'altezza o di non capire i miei compiti. Avevo paura di essere troppo lento. I miei colleghi però mi hanno dato tempo e mi hanno aiutato. Si sono presi del tempo per me! Finora ho fatto molti viaggi per VEGA. La sera abbiamo cenato quasi sempre insieme. Ogni tanto trascorriamo insieme anche i giorni liberi. Se dovessi descrivere il mio team con un oggetto, sceglierei un cacciavite di VEGA: è piccolo, ma estremamente flessibile ed efficiente. Come il mio team di tre persone. Siamo in perfetta armonia. In questi due anni ho potuto migliorarmi ogni giorno. Anche se siamo solo in tre, abbiamo incontrato diversi ostacoli e il lavoro ci ha richiesto molte energie, finora mi sono divertito molto.

Spero che mio fratello ora mi possa vedere ed essere orgoglioso di me! 

Un vero affare!

Più di 20 anni fa mi sono candidato per un lavoro in VEGA. Poche settimane dopo sono stato invitato a un colloquio, al termine del quale mi è stato detto che eventualmente ci sarebbe stato un secondo colloquio. Poco tempo dopo sono partito per le vacanze in campeggio in Italia. Dopo cinque giorni ho ricevuto una telefonata sul cellulare e mi è stato chiesto se avevo tempo per un secondo incontro senza molto preavviso. L'appuntamento era il giorno dopo alle 10 di mattina. Non esitai ad accettare. Raccolsi le mie cose, smontai la tenda e guidai tutta la notte per tornare a casa. Mi presentai all'appuntamento puntuale, con gli occhi arrossati e senza aver dormito. Ne è valsa la pena! Una settimana di vacanze in cambio di un posto di lavoro al quale da oltre 20 anni mi reco ogni giorno volentieri: un ottimo affare!

Ci sono così tante storie…

Per me il torneo di tennis di VEGA rappresenta simbolicamente la coesione. È bello divertirsi e giocare a tennis insieme ai colleghi di tutti i reparti e soprattutto incontrarsi la sera con le rispettive famiglie per una grigliata in compagnia. Capita anche che ogni tanto partecipi qualche ex collega di VEGA in pensione ... Sono sempre contento quando VEGA realizza e pubblica nuovi video sull'azienda. Me li guardo sempre con tutta la famiglia dopo cena. Mentre a me viene la pelle d'oca e mi sento un nodo in gola, la reazione dei miei figli è molto diversa: papà, lì voglio lavorare anch'io un giorno ... Questo mi rende orgoglioso! Sabato mattina, bel tempo, decidiamo di andare in un vivaio a comprare un po' di piante per il giardino. Riempiamo il carrello, paghiamo e una volta arrivati alla macchina realizziamo che non abbiamo pensato che in auto non c'è posto a sufficienza per noi e le piante. Per fortuna vedo passare una collega che capisce al volo il nostro problema e si offre subito di portare a casa le piante nella sua spaziosa automobile. La disponibilità e la coesione non si percepiscono solo a Schiltach sul lavoro, ma anche nella vita privata.

Una borsa simbolo del mio legame con VEGA

Dal 2001, durante le ferie scolastiche, ho lavorato regolarmente nel reparto produzione di VEGA. Nel 2003, in una di queste fasi, si è svolta la maratonina di Schenkenzell, cui ha partecipato anche un team aziendale di VEGA. Allora chiesi se potevo partecipare anche se ero un collaboratore saltuario. Fui accolto cordialmente, corsi la mia prima maratonina e mi regalarono anche una maglietta del team. Dopo la gara si svolse la premiazione e io ricevetti una borsa a tracolla. Da allora questa borsa mi ha sempre accompagnato: a scuola, all'università e ancora oggi al lavoro in VEGA. Per otto anni, dalla fine degli studi e nel corso del mio primo lavoro, non ho più avuto contatti con VEGA. Ora sono cinque anni e mezzo che lavoro in VEGA e continuo a portare con me la borsa, che mi ricorda il legame che avevo con VEGA e come ho ritrovato la "strada di casa".

In VEGA nascono amicizie

Già all'inizio della mia formazione in VEGA ho avuto la percezione del legame che unisce l'intero team. Fin dal primo giorno sono stato accolto cordialmente nei reparti, ma anche dagli altri apprendisti. Il fatto di non essere impiegati esclusivamente nei reparti, ma di lavorare anche autonomamente in progetti insieme con gli altri apprendisti – di vari anni e di diversi gruppi professionali – ha favorito lo sviluppo di un bel team ben affiatato. Conservo un ricordo particolarmente vivo della mia madrina. Allora era al terzo anno di formazione e mi ha facilitato molto i primi mesi in VEGA. MI ha fatto vedere l'azienda, mi ha spiegato tutto quello che c'era da sapere sui processi aziendali e mi ha aiutato nei primi progetti. Grazie al suo modo di fare allegro, cordiale e disponibile, ho avuto fin dall'inizio la sensazione di potermi rivolgere a lei in qualsiasi momento. Ho imparato molto da lei e mi fa molto piacere che sia tutt'ora un'ottima amica. Colgo quest'occasione per ringraziarti ancora una volta, cara madrina. È belle conoscerti!

Maria tra le montagne

Vorrei raccontare una piccola storia sui valori semplicità, curiosità e coesione. Questi valori sono presenti ovunque, anche sul posto di lavoro, ma la mia storia si riferisce alla natura. Sono sempre stata curiosa e desiderosa di provare, scoprire e vivere cose nuove. E ci sono le montagne che aspettano solamente di essere scalate. Sono luoghi che non mi verranno mai a noia. Dietro ogni roccia mi attende una sorpresa: una vista mozzafiato, una salita ancora più ripida o magari una coppia di caprette. Non so mai cosa mi aspetta e questo mi sprona a proseguire per soddisfare la mia curiosità. Amo la natura, vivo in sintonia con essa e nella natura mi sento nel mio elemento. Per me non c'è niente di più bello della sensazione che mi dà arrivare in vetta tutta sudata. Lassù sento intensamente il legame con la natura e la terra, ma anche con le persone che si incontrano in vetta o salgono insieme. Sono persone molto gentili e cordiali, non mi è mai capitato di incontrare escursionisti con un'espressione torva. E sapete una cosa? Non serve molto, la forza sta nella semplicità. Per lo più ho un buon paio di scarpe, uno zaino (che porta sempre mio marito :D) con le provviste che ho preparato a casa e una forte determinazione a raggiungere la meta. Tutto il resto è superfluo. Magari in futuro si potrebbe organizzare un'escursione di VEGA come occasione per godere e sperimentare insieme i valori semplicità, umanità, curiosità e coesione.

Coesione in tutta la famiglia

Dopo più di 30 anni in VEGA, il legame che mi unisce all'azienda si estende a tutta la famiglia. Alcuni anni fa, per il mio compleanno mio figlio mi ha regalato questa V gialla: l'ha realizzata con le sue mani con le costruzioni.