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Il VEGAPULS 64 fornisce valori di misura esatti in una distilleria di acquavite

Assaggio del Krautinger: Helmut Partl, VEGA, Andreas Hass e Josef Thaler (da sinistra).

C'è chi sostiene che il distillato Krautinger più che un prodotto alimentare sia una medicina. Il suo pronunciato gusto di rapa può piacere o meno, ciò che è certo però è che intorno al Krautinger ruota una serie di leggende che ne attestano l'unicità. Quale altro prodotto alimentare può vantare di aver ricevuto la consacrazione dell'imperatrice Maria Teresa in persona nel 18o secolo? La sovrana aveva accordato ai contadini di Wildschönau il diritto esclusivo di produrre il distillato con la rapa bianca dalle foglie larghe.
Oggi a portare avanti la tradizione a Wildschönau, un piccolo comune austriaco nella circoscrizione di Kufstein in Tirolo, sono una quindicina di famiglie che hanno fatto del Krautinger il segno distintivo della regione.

Nel maso Steinerhof a Wildschönau si produce il distillato Krautinger.

Josef Thaler appartiene a una di queste famiglie e non si lascia incantare dalle numerose leggende che ruotano intorno alla sua acquavite. È grazie al suo impegno che il Krautinger oggi è un marchio protetto in tutta l'Unione Europea. «Ciò che conta è la qualità nel corso degli anni. C'è bisogno di pazienza e tenacia per ottenere un'acquavite capace di soddisfare gli odierni requisiti di qualità attestati dai relativi comitati di assaggiatori», spiega Thaler. E di pazienza i distillatori hanno bisogno anche in altri ambiti, a cominciare dalla produzione delle rape, il cui contenuto di zuccheri dipende dalle condizioni atmosferiche.

Il distillato Krautinger si ottiene dalla rapa bianca dalle foglie larghe di Wildschönau.

La produzione del Krautinger richiede molto lavoro manuale. Le rape bianche vengono raccolte a mano, liberate dalle foglie e dalle radici, lavate, ridotte in poltiglia e spremute. Il succo viene bollito per una notte e concentrato – da 1000 l si ottengono carca 300 l di liquido con un tenore di zuccheri pari al 18-20%. Dopodiché viene aggiunto del lievito e la massa concentrata viene lasciata fermentare per quattro o cinque giorni. Dopo la distillazione il contenuto alcolico è pari all'85%. Al termine di un periodo di maturazione di due o tre mesi, l'acquavite viene mischiata ad acqua e raggiunge il suo sapore definitivo.
Per mantenere costante la qualità dell'acquavite, Thaler ha concentrato i propri sforzi per aumentare l'efficienza della produzione, sostituendo innanzitutto il lavaggio manuale con un impianto di lavaggio automatico. Il prossimo passo è stata l'automazione del processo di cottura.
Per ottenere una qualità elevata e uniforme è necessario un sapore ben preciso e soprattutto sempre uguale. «Il problema però è che il contenuto di zuccheri delle rape non è costante, per cui la mattina dopo, al termine del processo di concentrazione, il tenore zuccherino era insufficiente o troppo elevato. Inoltre il controllo del livello avveniva manualmente», spiega Thaler.

„Un situazione insostenibile a lungo andare.“

Le idee non mancavano, ma la realizzazione si è rivelata più complessa di quanto si pensasse inizialmente. Interpellato in proposito, il nipote Andreas Haas, metrologo, formulò una domanda del tutto legittima: «Se esistono procedimenti di misura senza contatto, è opportuno impiegarli no?». In campo professionale Haas aveva fatto ottime esperienze con gli strumenti VEGA impiegati nell'industria farmaceutica, per cui propose uno strumento di misura radar. L'azienda non voleva però investire in una nuova caldaia, ma utilizzare quella esistente, e realizzare l'installazione a costi ragionevoli. A ciò si aggiunge il fatto che le caldaie di distillazione sono relativamente piccole. A causa della zona morta, gli strumenti di misura radar tradizionali con una frequenza di misura di 26 GHz non avrebbero potuto effettuare una misura ineccepibile. Inoltre la caldaia ha un fondo conico e dispone di un doppiofondo per il vapore. «Quando ho sentito parlare del nuovo VEGAPULS 64 ho capito subito che si trattava della soluzione ideale per la nostra azienda di famiglia», ricorda Haas.

Caldaia di piccole dimensioni, prodotto appiccicoso e installazioni interne – ciò nonostante il VEGAPULS 64 garantisce una misura affidabile.

Il VEGAPULS 64 dispone di tutte le caratteristiche per poter gestire la difficile situazione di misura. Il sensore radar lavora con una frequenza di trasmissione di 80 GHz e un diametro dell'antenna di circa 80 mm. Ciò consente il raggiungimento di un angolo di apertura di soli 4°. Per la caldaia di distillazione questo significa che il raggio di misura è così sottile da evitare semplicemente il miscelatore e quindi l'insorgere di riflessione di disturbo.
Inoltre il VEGAPULS 64 è predestinato per la misura in serbatoi e apparecchiature di piccole dimensioni, per es. nell'industria alimentare e farmaceutica. Poiché il sistema di antenna è stato integrato nell'attacco di processo, non vi è alcuna antenna che sporge nel serbatoio e la misura può essere eseguita con precisione fino a ridosso dell'attacco di processo. Questo risulta particolarmente vantaggioso per la produzione del Krautinger, poiché la schiuma e le bolle giungono fino alla calotta superiore della caldaia.

II VEGAPULS 64 misura ininterrottamente il livello nella caldaia di distillazione.

Il sensore è inoltre insensibile alle adesioni, per cui è ideale per la misura della massa di rape appiccicosa. Questo si ottiene principalmente adeguando la sensibilità del sensore nella breve distanza. Gli influssi dei disturbi vengono ridotti direttamente davanti al sistema di antenna tramite una speciale regolazione dell'amplificazione, consentendo contemporaneamente una sensibilità al segnale molto elevata a una distanza maggiore.

Anche sul piano del montaggio il VEGAPULS 64 si è rivelato vantaggioso: Haas lo ha montato semplicemente sul tronchetto preesistente. E non è tutto: il sistema di misura è configurato in modo che i segnali, vale a dire il livello della caldaia, vengano trasmessi direttamente sul cellulare del titolare Thaler. In questo modo non si pone il problema di verificare se il liquido si sia addensato a sufficienza. Non appena è stato raggiunto il volume desiderato, la caldaia si spegne, la temperatura scende e Thaler può procedere tranquillamente alla lavorazione successiva. 
Nonostante la progressiva automazione del processo, la quantità di Krautinger di Wildschönau rimane comunque limitata e si aggira intorno ai 700-800 l all'anno. «Il nostro Krautinger è e rimane qualcosa di davvero speciale», conclude Thaler.

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